I tutori elastocontenitivi (calza o bracciale) sono importanti per il mantenimento e il miglioramento dei risultati ottenuti con le altre metodiche terapeutiche; vengono utilizzati quando l’arto ha raggiunto il minimo grado di gonfiore.
Confezionati in maniera tale da contenere l’arto in toto o in parte, sono sicuramente meno efficaci rispetti ai bendaggi, ma sono più pratici e autogestibili. Quando la pressione sviluppata è inferiore a 18 mmHg, il tutore è detto “preventivo o riposante”.

Questo concetto è riferito solo ai tutori per l’arto inferiore in quanto non esistono in commercio tutori “riposanti” per l’arto superiore.
Viene invece definito “terapeutico” un tutore che sviluppa una pressione superiore a 18 mmHg. e a seconda della pressione esercitata alla caviglia o al polso si distinguono 4 classi di contenzione.

I tutori per l’arto superiore hanno forma di bracciale, senza o con guanto interessante le dita o solo i metacarpi; possono essere autoreggenti o avere una cinghia di sostegno al cingolo scapolare o un ancoraggio al reggiseno.
Sono confezionati con un tessuto elastico paragonabile alle bende a media estensibilità, quindi sviluppano una discreta pressione di riposo e una debole pressione di lavoro; sono quindi poco sopportati, oltre a essere controindicati, durante il riposo notturno.

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Devono essere indossati durante la giornata per almeno 8 ore continue, ma sono anche consigliati in alcune circostanze (dopo una ferita, durante un volo aereo o in occasione di un lavoro pesante), quando possono svolgere anche una misura protettiva.
Il bracciale deve essere sistemato gradualmente sull’arto in modo che il materiale risulti uniformemente distribuito, badando che non si realizzino pieghe (con effetto laccio), che non risulti né troppo stretto né troppo largo.
L’estremità del bracciale non deve essere arrotolata e occorre prestare attenzione che non si verifichino gonfiori, parestesie o mutamento di colore della mano o delle dita.

La sua durata dipende dai materiali e dalla tecnica di costruzione impiegati, ma soprattutto da come viene utilizzato: con un corretto impiego dura almeno 4 mesi, ma necessita di essere cambiato e lavato frequentemente, specialmente nel periodo estivo, e il lavaggio ripetuto è in buona parte responsabile della sua usura.
Esistono bracciali standardizzati, meno costosi, che possono essere utilizzati quando l’edema è distribuito uniformemente nell’arto, in caso contrario (situazione più comune) è invece da preferire una guaina personalizzata “su misura”, che si adegua con precisione alla conformazione strutturale della persona, esercitando una compressione differenziata sull’arto.
Per l’arto inferiore esistono tutori di varia lunghezza: il gambaletto, la calza a mezza coscia, la calza alla coscia, il monocollant e il collant.
Contengono sempre il piede che può avere la punta chiusa o aperta.
Il tutore va indossato al mattino, quando l’arto è più sgonfio e tale manovra non sempre è semplice; per facilitarla si possono utilizzare degli appositi ausili (infilacalze ecc.) o un talco (preferibilmente a contenuto cumarinico) che favoriscono lo scorrimento del tutore elastico sull’arto.
In tutti i casi è buona norma indossare i guanti di gomma da cucina che favoriscono la presa sul tutore e permettono di stenderlo con minore difficoltà. Vi sono due tipologie di calze elastiche: non terapeutiche e terapeutiche.
Le prime (preventive o riposanti) hanno un aspetto gradevole sono ben accettate ed esercitano pressioni alla caviglia di 14-18 mmHg, La pressione viene espressa solitamente in “Deniers” (DEN) cioè in un valore che rappresenta il peso del filo che compone la calza o meglio il suo spessore, quindi non è indicativo né garante della pressione sviluppata.
In ogni caso la pressione esercitata sarà decrescente in senso disto- prossimale, seguendo la legge di Laplace. Tali calze sono solitamente indossate da soggetti privi di patologia venosa o linfatica, ma che debbono trascorrere molto tempo in piedi o seduti, da soggetti con una predisposizione familiare per varici, da donne in gravidanza.
Le calze terapeutiche devono invece corrispondere a determinati requisiti: estensibilità della maglia nei due sensi, perfetta adattabilità alla forma dell’arto, dichiarazione della classe di compressione in mmHg alla caviglia, diminuzione della compressione dal basso verso l’alto, areazione del tessuti, garanzia di durata della compressione per almeno 3 mesi ecc.
In base alla gravità della patologia si possono utilizzare calze con classe di compressione diversa, ottenuta in base al diverso materiale di fabbricazione e al tipo di elasticità.
Nella pratica clinica può essere utile sovrapporre calze di diversa classe per ottenere una soddisfacente contenzione anziché fornire una sola calza ad alta contenzione ma difficile da indossare. Ad esempio: 1ª classe + 2ª classe = 3ª classe; 2ª classe + 2ª classe = 4ª classe.
Le controindicazioni all’uso dei tutori elastici sono le stesse del bendaggio.